domenica 22 gennaio 2012

World’s Leading Island Destination











































La Repubblica di Mauritius deve essere fiera per la sua elezione a World’s Leading Island Destination 2011, avvenuta nella finale dei World Travel Awards tenutosi a Doha nel Qatar davanti ad altre 12 isole, Bali, Barbados, Cook, Creta, Jamaica, Maldive, Seychelles, Santa Lucia, Zanzibar, Sanya, Langkawi e la nostra amata Sicilia, diventando così oltre che meta preferita dei turisti nel 2011 anche più visibile sul piano internazionale.

Con questa ricompensa a World’s Leading Island Destination 2011 il ministro del turismo mauriziano conta di raddoppiare gli sforzi alfine di attirare nei prossimi anni più turisti e con la crisi che si profila all’orizzonte pensa soprattutto di rivitalizzare i mercati nordici come la Svezia, la Norvegia, la Finlandia e la Danimarca e ripercorrere strade già aperte precedentemente dando più impulso ai mercati emergenti che si si stanno affacciando sull’isola come l’India, la Russia e la Cina. In Aprile 2012 ben 30 coppie di cinesi si sono unite in matrimonio sull’isola, le aspettative sono state positive perché molti cinesi erano presenti agli eventi, è stata l’occasione giusta per rinforzare l’immagine del Paese.

Nel 2011 sono stati quasi 965.000 i turisti che hanno visitato l’isola e le previsioni per il 2012 sono quelle di superare la soglia del 1.000.000 di turisti. L’euro zona con la Gran Bretagna e la Francia rappresentano più del 70% degli arrivi e circa il 75% delle entrate turistiche, la diversificazione ha ancora una lunga strada da percorrere, il mercato cinese rappresenta 1,6% e il mercato Indiano il 5,7% degli arrivi totali sull’isola. Dall’anno eccezionale del 2007 (12% di crescita e 76% il tasso di occupazione negli hotels) all’anno di crisi nel 2009 (6% di crescita e l’occupazione al 61%) si sta vivendo una fase di lenta ripresa con previsioni confortanti per gli anni a venire. 

sabato 14 gennaio 2012

Trip Advisor (made in Italy 1°)

La domanda delle cento pistole è relativa agli “esperti locali” suonando le note dell’analisi in quantità e qualità ovvero…si può essere “esperti” di una nazione?...o più nazioni, regioni o mete turistiche con alle spalle una vacanza o più? Per esperto si intende chi ha una specifica preparazione in un dato campo, (bravo, abile, provetto, capace, competente, conoscitore e dotto) e quel “locale” cosa significa che la persona vive nel luogo o luoghi di cui si crede “esperto”?...hanno tutti il dono dell’ubiquità?                             
Signor Steve Kaufer da Boston, può farmi la cortesia con il suo circo ricolmo di nani giganti, giocolieri monchi, clowns seri ed equilibristi zoppi di fare chiarezza rispettando le persone che vogliono prendersi un tempo tutto per loro togliendo quel titolo di “esperto locale” che ritengo sbagliato se non bugiardo?


“Grazie per esserti iscritto a Trip Advisor. Spero che il nostro sito ti sia d’aiuto nella pianificazione dei tuoi prossimi viaggi.
Ho creato Trip Advisor per offrire a tutti i viaggiatori una community dove discutere e scambiarsi le proprie opinioni. Prima di mettermi in viaggio, ho sempre desiderato sapere che cosa mi sarei trovato all’arrivo, senza dovermi fidare di patinate brochure promozionali o di guide turistiche poco aggiornate.
Se TripAdvisor ti è stato utile, al ritorno dai tuoi viaggi ti invito a scrivere una recensione (positiva o negativa) su un hotel, un ristorante o un’attrazione turistica che hai visitato. Milioni di utenti fanno affidamento sulle opinioni autentiche pubblicate sul nostro sito da veri viaggiatori, come te”.



L’idea è nobile ma resta giusto solo un’idea, un sogno matto, uno spot pubblicitario guardando il commercio che le gira attorno e poi milioni di amici non fanno affidamento sulle opinioni dei viaggiatori ma a quelle di un "esperto locale", non si nasconda dietro ad una bella idea di gioventù per fare profitto…se vuole una vera community  dove discutere e scambiarsi le proprie opinioni…tolga dal campo l’esperto locale il quale in modo illiberale blocca le relazioni tra le persone…non è lui ma le persone a creare il forum, libero nel suo essere espressione popolare.

Sciucran: Esperta locale di Sira, Giordania, Egitto, Calabria, Ecoturismo e della Republic of Mauritius, Calabrese di nascita e residente a Bergamo dove confeziona degli ottimi copia incolla, non accorgendosi che gli si chiede qualcosa che oltre a non capire non sa dare, voto 3 i suoi tentativi di dimostrare ciò che non sa la rendono ancora più…"in-esperta".


Disik: Esperta locale della Republic of Mauritius e non si sa perché, forse perché nativa di Mauritius e questo mi spiace ma non mi scandalizza condividendo in parte la mia stessa città di vita propria. Sia che risponda alle vostre domande o passi il tempo dalla parrucchiera fa lo stesso nessuno si accorge…perché fortunatamente nessuno si accorge del nulla, voto 2 perché non se ne ha bisogno.


Daria77: Esperta locale della Republic of Mauritius da Marzo 2012 dopo aver fatto una vacanza a Mauritius, luogo dove risiede Firenze. Una new entry nel mondo mauriziano, un’altra esperta locale a raccontare le ovvietà di una vacanza spesa male, voto 2 non sa andare oltre il ripetersi in continuazione.
Gli Amici: Perché tali sono quelli che soggiornano a Mauritius, un giusto o sbagliato apporto alla più grande e colossale presa in giro è alimentata anche da voi, che credete a occhi chiusi senza farvi un minimo di sana critica su quello che leggete in quelle pagine…dando ragione ad un matto che ride, voto 5 perché spesso sull’isola non fate niente di ciò che vi dicono.


(T.A.): Questi post reali che pubblico (tratti dal sito TripAdvisor.it) è ciò che si dice, si consiglia e si crede della Republic of Mauritius, il meglio che il sito web di Boston può offrire vestendo made in Italy, voto 0 raccontare l’idea di gioventù non è sufficiente a digerire la cosmica presa in giro.


















sciucran
Bergamo...
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1.Re: consigli sul mio itinerario
11 settembre 2011, 9:11
Esperto locale
di Siria, Giordania, Mauritius, Egitto, Turismo sostenibile, Calabria
“Bello il tuo itinerario..non perdert il waterfront a Port louis..il Bois Chery,per degustare i vari te prodotti...la fabbrica dello yangl yangl e le isole davanti a le Morne...splendide etc”
Consigliare di non perdersi il Caudan Waterfront è come consigliare ad un turista straniero che soggiorna in Italia di non perdersi un grande centro commerciale, due cose interessanti ci sono nel Caudan, il Blue Penny Museum e il Musèe du Moulin  per il resto è puro commercio…il Caudan Waterfront  o il Port-Louis Waterfront si possono anche visitare…ma non sono di certo imperdibili...
Ho provato a cercare le splendide isole consigliate dall’esperto davanti alla penisola di le Morne Brabant ma da quelle parti c’è solo mare, ho fatto una ricerca fuori dalla barriera corallina con esito negativo, ho fatto un tentativo con le Morne paese ma oltre all’ isolotto Fourneau nulla. Ho pensato che in tutti questi anni mi ero fatto sfuggire delle splendide isole e mi domandavo come fosse potuto accadere, la mia mappa della IGN francese mi aveva deluso, faccio allora una ricerca col GPS ma non trovo nulla mi butto allora su google map e non ne vengo a capo eppure l’esperto ha parlato chiaro davanti a le Morne…panico…giusto il tempo per sorridere e dirgli…“le isole davanti alla penisola di le Morne Brabant non esistono” 










sciucran
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3.Re: consigli sul mio itinerario
11 settembre 2011, 21:33
Esperto locale
di Siria, Giordania, Mauritius, Egitto, Turismo sostenibile, Calabria
Ti conviene suddividerti le tratte per zone..nord,sud,ovest..e vedere le varie attrazioni lungo una tratta...per le isole devi metterci in conto una per giornata! Se hai poco tempo ti consiglio quelle dinanzi le Morne, partendo dal porticciolo di Flic e Flac…
Insiste ancora con le isole davanti alla penisola di le Morne Brabant ma questa volta aggiunge il porticciolo di Flic en Flac…anche qui faccio mente locale a Flic en Flac e penso alla mia figuraccia, l’esperto ha veramente una marcia in più nel consigliare posti che dopo quasi vent’anni non so neanche che esistono. La settimana dopo, al limite dei miei pensieri e non resistendo all’idea di dove diavolo fosse ubicato il porticciolo di Flic en Flac (tipo Camogli [GE] o simili) parto per un giro della zona e dopo aver perlustrato il litorale fino al Wolmar la mia idea si fa sempre più forte…“il porticciolo di Flic en Flac non esiste”










sciucran
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13.Re: consigli sul mio itinerario
05 ottobre 2011, 14:06
Esperto locale
di Siria, Giordania, Mauritius, Egitto, Turismo sostenibile, Calabria
caro musher..conosco la gente mauriziana e vi ho lasciato il cuore..e nemmeno io voglio fare e non le farei polemiche...ti sono grata per le precisazioni…sulle isole intendevo quelle diffrone a le Morne..
E’ convinta ancora che difronte alla penisola di le Morne Brabant ci siano isole splendide…diteglielo voi a questo punto.










sciucran
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14.Re: consigli sul mio itinerario
05 ottobre 2011, 14:16
Esperto locale
di Siria, Giordania, Mauritius, Egitto, Turismo sostenibile, Calabria
Conosco bene il mondo..e ti assicuro che il taxisra con il quale ho contrattato..parlava bene il francese come me....conosceva vita morte e miracoli di ogni luogo... e poi..viaggiando si impara anche a non prendere "sole"…
Usare il taxi a Mauritius può essere una cosa fattibile, comoda, forse economica e per il turista che soggiorna per la prima volta, sembra che i tassisti sappiano veramente vita, morte e miracoli dei luoghi ma la realtà è che sanno qualche nozione generale il tutto imparato spesso a memoria, un compitino fatto apposta per i turisti che disimparano ciò che sarebbe meglio sapere…non sono certo guide turistiche ufficiali si arrangiano, la domanda è forte e loro cavalcano l’onda.










sciucran
Bergamo...
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16.Re: consigli sul mio itinerario
10 ottobre 2011, 19:38
Esperto locale
di Siria, Giordania, Mauritius, Egitto, Turismo sostenibile, Calabria
Musher..non è corretto fare polemiche..e lo dico anche per me, non preoccuparti...per Le Morne..ho ripetuto Le Morne e non le Morne Brebant!
Fermatela non sa più cosa dice…come uno zombie colto dall’albeggiare vaga senza meta ormai persa…penso stia parlando di qualche altra Nazione di cui è “esperta locale” …fusa come un nocciolo nucleare difende con le unghie l’indifendibile, fermatela per favore.

venerdì 13 gennaio 2012

Trekking sul Lion Mountain













Non so quanti di voi visitano la Repubblica di Mauritius con un’idea diversa, una strada alternativa dall’immaginario che in tutti questi anni l’isola ha maturato…non solo mare ma trekking per esempio, oppure passeggiate nelle valli, parchi, laghi e qualsiasi posto dove si possa stare a tu per tu con la natura, perché se non ve ne siete accorti, a Mauritius è madre natura che mostra una forza inusuale, un mix di condizioni che rendono l’isola ai vostri occhi unica.

Niente a che vedere con le altezze delle meravigliose alpi europee e nemmeno di quelle con il borbottio vulcanico targato Réunion. Fortunatamente altezze non significano bellezze perché cambiano i punti di vista, i colori, l’atmosfera, il paesaggio con flora e fauna e difficoltà nell'affrontare una formazione di rocce non digerite da un vulcano che si è messo a scherzare migliaia di anni fa, il tutto con l’oceano indiano a tenervi d’occhio. La salita al Lion Mountain rende questo trekking davvero entusiasmante, con i suoi 480 mt. di altezza questa montagna che traccia le linee di un leone a riposo con lo sguardo verso nord vi regalerà una giornata davvero speciale. Si potrebbe sintetizzare in 480 mt. di vita piena. Quando l’affronto in solitaria mi mette in uno stato di tensione, conquista e appagamento, in assoluto la vista più affascinante e sensuale dell’isola, un trekking di media difficoltà veramente generoso.

Lion Mountain
Il percorso parte da Old Grand Port (ex Vieux Grand Port), in fianco alla stazione di polizia ed è ben segnalato. La prima parte del percorso consiste nel superare zigzagando i campi di canna da zucchero fino all'imbocco del ripido canalone che vi porterà sul crinale del fianco del Lion Mountain, con un po’ di attenzione l’ultimo attacco alla testa del leone, con alcuni passaggi medio/difficili non vi creerà problemi. Il punto migliore per apprezzare la baia si ha prima di arrivare in cima del fantomatico leone, una vista a sud che abbraccia tutta Grand Port, le isole intorno e si perde all'orizzonte: sotto hai vostri piedi Old Grand Port e Bois des Amourettes sullo sfondo Ile aux Aigrettes, Ile de la Passe, Ile Vacoas, Ile Fouquets, Ile aux Fous, Ile Marianne, Ilot de Oiseaux, Falais Rouge, Mahebourg, Pointe D’esny, Blue Bay e Aeroporto S.S.R. davvero impagabile, una volta arrivati in cima la vista a nord regala la Vallée de Ferney, un colpo d’occhio sulle Montagne Bambous, Montagne Blanche, Montagne Fayence, in lontananza la piana di Nouvelle Découverte e la sagoma appuntita del Pieter Both.

Ci vogliono quattro ore buone per domare il leone e riprendere la via verso casa con il vostro mezzo.

domenica 25 dicembre 2011

Teleferica










Shyam Seetaram, direttore generale di Seven Waterfalls Horizons Ltd (S.W.H.L.) nel 2010 prsentò un progetto di ecoturismo per la costruzione di una teleferica, con un investimento di Rs.890 milioni (€23 milioni circa) di cui, 185 milioni saranno a carico della società progettante e l’altra fetta sarà divisa tra finanziatori britannici e il Governo svizzero attraverso la società Garaventa A.G. specializzata in costruzione di cabine teleferiche. Approvato il progetto, il 18 dicembre 2011 con la messa in posa della prima pietra ad Henrietta il primo ministro Navin Ramgoolam inaugurò i lavori, i quali si svolgeranno in due fasi, la prima fase che concerne la teleferica e un ristorante sarà completata in diciotto mesi, la seconda che riguarderà un parco turistico per il tempo libero (parcheggi auto, negozi, un anfiteatro e un vivaio di specie endemiche) ci vorranno ulteriori otto mesi.

La teleferica sarà lunga 3,2 km. e collegherà Tamarind Fall al Monte Simonet (sud/ovest) dotata di due cabine ciascuna con una capacità di 50 persone, le quali assicureranno il tragitto della durata di 30 minuti sulla cima del Monte Simonet a 624 mt. sopra il livello del mare. Ci saranno tre stazioni come punto di approdo, chiamate stazione A (imbarco) stazione B (interscambio) stazione C (punto di sbarco). Mauritius diventerà il 5° paese al mondo e il 2° nell’emisfero australe (1° per lunghezza) a proporre una teleferica con una cabina rotante di 360° (Titlis–Svizzera/Monte Baldo–Italia/Cape Town–Sud Africa/Palm Springs–Stati Uniti d’America). L’attività sarà aperta tutti i giorni dalle 06,00 alle 18,00 e l’organizzazione sta pensando anche ad aperture serali prevedendo 250.000 turisti l’anno. Inizialmente il sistema rimarrà sotto il controllo operativo della Svizzera che conosce bene i meccanismi relativi all’impianto ma nel giro di 3 anni sarà preso totalmente in carico da Mauritius, attualmente sono stati scelti e inviati in Svizzera 5 tecnici per la formazione e studio dell’impianto.

Oltre all’ambizione turistica il progetto sarà egualmente ecologico con l’impegno per la S.W.H.L. di restaurare, riabilitare e mantenere la flora e la fauna del luogo “noi vogliamo preservare non distruggere l’ambiente” sotto la supervisione delle autorità responsabili e in linea con la politica di conservazione della biodiversità a Mauritius. Le informazioni raccolte indicano che sul terreno la situazione non riflette l’impegno e benché l’azienda progettante S.W.H.L. continua a ripete che sono solo 100 mq. di foresta per ognuno dei sei piloni di sostegno della teleferica (due piloni saranno posizionati in una zona altamente sensibile) e 300 mq. per la mini-stazione più l’accesso al sito con la costruzione di una strada, il rischio per 60 specie di vegetali indigeni di cui circa 30 in via di estinzione incluse quattro specie di alberi (nel raggio di 30 mt. dai lavori) che si trovano solo a Mauritius (albizia vaughanii ne rimangono solo quattordici esemplari) iscritte nella lista internazionale delle specie minacciate di estinzione, è reale.



martedì 13 dicembre 2011

Bras d'Eau National Park





  










01 dicembre 2011 in concomitanza con il 1° compleanno di “Maurice Ile Durable” (MID), la visione del governo di un isola sostenibile, il primo ministro Navin Ramgoolam ha inaugurato il Bras d’Eau National Park…”l’acqua è un amore della natura”…ha poi precisato dal canto suo, di aver impedito che la Vallèe de Ferney diventasse un disastro ecologico con la costruzione di una strada, di aver fermato proprio a Bras d’Eau un progetto di abbattimento alberi e rifiutato che l’African Development Bank finanziasse ulteriori progetti stradali. “E’ importante difendere le nostre foreste, Mauritius dispone di 50.000 ettari ed è inammissibile tagliare alberi senza un’idea comune…il lavoro svolto a Ile aux Aigrettes per proteggere numerose specie floreali e faunistiche deve essere esportato a Mauritius” ricordando l’errore negli anni 2000/2005 quando rincorrendo la logica del denaro la natura è stata poco considerata. Il primo ministro ha poi annunciato che nel 2014 aprirà le porte un giardino di piante endemiche e la sua volontà di far cambiare mentalità e di un’adesione completa della popolazione al concetto “Maurice Ile Durable” è una priorità, “perché il progetto non è per il governo ma per la Nazione”.

Il Bras d’Eau National Park è il secondo parco nazionale sulla terraferma situato a nord/est (497,20 ettari) ad una decina di chilometri da Belle Mare nella zona di Poste Lafayette/Roches Noires. Nella zona del nuovo parco vi erano due riserve naturali la foresta di Bras d’Eau (406,19 ettari) e la foresta di Poste Lafayette (91,01 ettari) proclamati Bras d’Eau Reserves and Mare Sarcelles nell’aprile del 2002. Oggi con la fusione di queste due riserve nasce il Brass d’Eau National Park un parco ricco di biodiversità naturale, l’ultimo scorcio della foresta costiera che vuole difendere le specie in pericolo: uccelli, felci, orchidee, piante ed alberi endemici.                                                    

Le riserve acquisite dallo Stato nel 1901, erano di proprietà dello zuccherificio di Costanza, un tempo abitato dai lavoratori indiani. Nel 2005 il governo decise di costruire un percorso per escursionisti lungo circa 3 km. e di porre targhe per descrivere ogni specie di piante.                                                         

All'interno del territorio del nuovo parco scoprirete i resti del passato, con un vecchio mulino per lo zucchero, una fornace per la calce, la vecchia linea ferroviaria in disuso e un pozzo per la raccolta dell’acqua risalente ad oltre 200 anni. Il protagonista di questi boschi è un uccello chiamato ”gallo del bosco” una specie endemica, catturalo con l’obiettivo della vostra macchina fotografica è un’impresa difficile. Il parco ospita altre specie endemiche come il gheppio di Mauritius, il picchio e il grande pappagallo verde, e animali importati come scimmie, lepri e una vasta schiera di uccelli. Tra le piante ci sono dieci specie di alberi di grandi dimensioni che spesso raggiungono i 40 mt. di altezza. Le specie più comuni sono l’eucalipto bianco (Australia), tecoma e l’albero delle scimmie. I cinque stagni della riserva nascondo pesci di acqua dolce a volte di dimensioni impressionanti. Fondato dal governo nel 1992 e gestito dall'università di Mauritius, il Mauritius Radio Telescopic (M.R.T.) ha la sua sede nel parco, la sua funzione è quella di scrutare il cielo e gli astri, essendo in posizione ideale è perfetto per gli studi di astronomia.

Il Bras d’Eau National Park vi darà la possibilità di passeggiare in modo pacifico e appagante con la comodità di un centro informazioni (una vecchia casa ristrutturata) dove potrete ammirare le foto di specie di piante e animali che vivono nella foresta, un’area pic-nic e un’amica di sempre…madre natura.